emanuela.susani3
14-04-2007, 17:22
Basta osservare una mamma gatta in azione per poter comprendere quanto i gatti amino il contatto fisico e credano nell'azione terapeutica del massaggio.
Fin dai primi giorni di vita, la gatta lecca con forza i suoi piccoli: oltre a pulirli, sa bene che il passaggio della sua lingua potenzia i muscoli ancora poco attivi, stimola la circolazione sanguigna e linfatica.
Ma la forza del massaggio continua ad essere apprezzata anche da adulto, quando il gatto si dedica alla propria pulizia con precisione e attenzione.
Il nostro aiuto può essere molto importante: il massaggio, infatti, può avere diverse ragioni e differenti significati.
Può rappresentare, innanzitutto, una salutare dimostrazione di amore.
Il contatto, da sempre, è in grado di rafforzare le unioni, renderle forti e indissolubili, è un buon metodo per trasmettere le proprie emozioni e nello stesso tempo, per renderli più attenti verso i suoi cambiamenti comportamentali e fisici.
Ma il massaggio è anche terapia soft. Serve infatti a rilassarlo dopo una giornata emozionante o a stimolarlo in caso di eccessiva pigrizia.
Un massaggio dolce provoca, infatti, il rilascio di citochine, elementi chimici che influiscono sul suo sistema ormonale, abbassando i livelli di stress che indeboliscono il sistema immunitario.
Nei casi di cadute o piccoli incidenti, invece, può servire addirittura per ridurre il dolore e ristabilire mobilità e flessibilità.
Per ottenere buoni risultati ricordate sempre di usare molta delicatezza. A seconda poi della necessità, ci sono varie forme per affrontare un massaggio. Lo sfioramento, il più comune, viene effettuato in una sola direzione e serve per calmare il gatto.
Lo scivolamento, invece, è la fase che si caratterizza per un movimento delle mani più incisivo. Quest'ultima infatti coinvolge i tessuti cutanei e muscolari specifici che vengono distesi, ruotati, pizzicati delicatamente e sottoposti ad impastamento. In questo caso i movimenti manuali possono essere anche circolari o tasversali.
E' meglio non massaggiare mai le zone doloranti del vostro gatto ed è preferibile non procedere al massaggio in caso di febbre. Involontariamente potreste peggiorare la situazione.
Articolo tratto dalla rivista "Trésor-Sheba"
Fin dai primi giorni di vita, la gatta lecca con forza i suoi piccoli: oltre a pulirli, sa bene che il passaggio della sua lingua potenzia i muscoli ancora poco attivi, stimola la circolazione sanguigna e linfatica.
Ma la forza del massaggio continua ad essere apprezzata anche da adulto, quando il gatto si dedica alla propria pulizia con precisione e attenzione.
Il nostro aiuto può essere molto importante: il massaggio, infatti, può avere diverse ragioni e differenti significati.
Può rappresentare, innanzitutto, una salutare dimostrazione di amore.
Il contatto, da sempre, è in grado di rafforzare le unioni, renderle forti e indissolubili, è un buon metodo per trasmettere le proprie emozioni e nello stesso tempo, per renderli più attenti verso i suoi cambiamenti comportamentali e fisici.
Ma il massaggio è anche terapia soft. Serve infatti a rilassarlo dopo una giornata emozionante o a stimolarlo in caso di eccessiva pigrizia.
Un massaggio dolce provoca, infatti, il rilascio di citochine, elementi chimici che influiscono sul suo sistema ormonale, abbassando i livelli di stress che indeboliscono il sistema immunitario.
Nei casi di cadute o piccoli incidenti, invece, può servire addirittura per ridurre il dolore e ristabilire mobilità e flessibilità.
Per ottenere buoni risultati ricordate sempre di usare molta delicatezza. A seconda poi della necessità, ci sono varie forme per affrontare un massaggio. Lo sfioramento, il più comune, viene effettuato in una sola direzione e serve per calmare il gatto.
Lo scivolamento, invece, è la fase che si caratterizza per un movimento delle mani più incisivo. Quest'ultima infatti coinvolge i tessuti cutanei e muscolari specifici che vengono distesi, ruotati, pizzicati delicatamente e sottoposti ad impastamento. In questo caso i movimenti manuali possono essere anche circolari o tasversali.
E' meglio non massaggiare mai le zone doloranti del vostro gatto ed è preferibile non procedere al massaggio in caso di febbre. Involontariamente potreste peggiorare la situazione.
Articolo tratto dalla rivista "Trésor-Sheba"