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Visualizza Versione Completa : Gli inserimenti: dal secondo micio in poi.


Liulai
25-04-2007, 22:01
Molto spesso parliamo di questo argomento e tanti utenti espongono paure e ansie per gli inserimenti di eventuali nuovi mici.

Le risposte si stanno uniformando e ampliando sempre di più, ma spesso escono i soliti luoghi comuni, a volte persino da chi ha esperienza coi mici.
Questa è la mia opinione in merito, non di certo il verbo, nei post dove non sono preparata evito sempre di intervenire, se apro questo post è perchè negli ultimi anni tra affidi e altre situazioni mi sono capitati davvero tanti casi intermiciosi, ma anche di mici con altri animali, quindi se può essere di aiuto a qualcuno ben venga.

Vogliamo sfatare insieme un po' di pregiudizi, credenze e consigli stile della nonna che sono sugli inserimenti miciosi?

Sicuramente ci sono gradi di facilità, ma nessuna regola vera sulla caratteristica dei mici, OGNI INSERIMENTO E' UN MONDO A SE', da valutare volta per volta.

1 Non è vero che sono inseribili sono cuccioli e non è vero che coi cuccioli è sempre più facile, dipende tutto dalla situazione, è leggermente più semplice, ma spesso solo in apparenza.
Un micio cucciolo nella maggioranza dei casi ha una difficoltà di inserimento pari a un adulto bonaccione e socievole, con la differenza che del secondo puoi essere sicuro del carattere, coi cuccioli no e bisogna affrontare il cambiamento e il momento delicato della maturità sessuale e degli ormoni mentre si aspetta l'età per la sterilizzazione.
Sicuramente però rimane una delle situazioni più facili, specialmente per chi ha poca esperienza e non si intende molto di mici.
Inserirlo però con un adulto può avere diversi rischi data la diversità di necessità, esigenze, tempi, giochi e soprattutto possibilità di difendersi.
Molto spesso accade che venga scelta come soluzione con mici adulti difficili, cresciuti da soli, per la mia esperienza è da evitare soprattutto con gattini piccoli per i seguenti motivi:
-frenesia del gioco come fattore irritante dell'adulto che ama la sua tranquillità;
-in un'eventuale zuffa il piccolo può farsi male seriamente;
-i cuccioli (soprattutto quelli poco socializzati) nella loro esuberanza e inesperienza possono fraintendere dei segnali degli adulti con brutte conseguenze.

In questi casi, anche se a molti sembra assurdo, la scelta più consigliata è un micio adulto molto calmo e sereno, o al massimo un cucciolone sterilizzato da un po'.
E' come una legge di compensazione, col micio unico facile all'irritazione, un bonaccione zen può essere forse l'unica soluzione alla vita solitaria.

2 Meglio prendere un micio del sesso opposto.
Questa è la credenza più ridicola e resistente, se proprio si vuole fare un discorso generale (che però ha senso fino a un certo punto in questi casi) si può dire meglio un maschio sterilizzato da un po' di tempo.
Ma anche qui ci sono mille eccezioni.
La verità è sempre la stessa, ogni micio è una storia diversa e fissarsi su questo parametro è abbastanza ingenuo e in alcuni casi controproducente.
L'unica è analizzare il proprio micio e da lì scegliere l'INDIVIDUO più adatto, al di là del sesso.
Ci sono esempi di mici dello stesso sesso affiatati tanti quanti quelli di mici di sesso opposto, affidarsi a questo consiglio non ha senso ed è ora di smettere di darlo stile 100 colpi di spazzola ai capelli detto dalla nonna.

3 Numero dei mici.
Molte persone hanno il terrore che un micio in più alla coppia o altro possa sconvolgere l'equilibrio, questo è possibile, ma non è una probabilità, solo il risultato di una cattiva scelta del soggetto inserito, oppure data da un errore di inserimento stesso.
Non ci sono numeri ideali o altro, le colonie feline insegnano che anche tanti gatti possono convivere felicemente, il punto è lo spazio e la disponibilità di cibo e attenzioni.
Per assurdo se uno ha una megavilla, tempo e personale ci può far vivere anche 50 mici tutti insieme felicemente.
Per capire quali sono i propri limiti, se ci si sta facendo prendere da facili entusiasmi non responsabili o da paranoie inutili quando invece un micio in più ci starebbe bene, bisogna autoanalizzare la propria situazione basandosi su tempo per manutenzione e coccole, umani di casa di riferimento, sistemazione durante le vacanze e poi ovviamente la grandezza della casa.
Anche qui è tutto relativo.


Davanti al desiderio di un micio in più bisogna farsi e fare qualche analisi o farsi aiutare nel farla, per scegliere la soluzione migliore.

1 Posso permettermi economicamente un altro micio?
2 Ho davvero voglia di aumentare coccole, cure e attenzioni?
3 Sono pronto ad affrontare anche la sfida dei primi tempi di inserimento?
4 Ho la pazienza e l'autocontrollo per gestire un inserimento anche se ho un micio difficile?
5 Sono d'accordo gli altri umani di casa e pronti per collaborare al nuovo arrivo?

Se le risposte sono tutte si convinti si può entrare nella fase più importante: la ricerca del micio giusto.
I mici sono tutti belli e adorabili, ma nel caso si abbia la possibilità di scelta (quindi non casi tipo trovo il micio ecc) bisogna prendersi tempo e usare un po' di razionalità, anche se a volte è difficile e si "strempia" per portarsi a casa un patatone, appena scelto di aumentare la famiglia.
Questo aspetto è essenziale soprattutto per chi non ha grande esperienza di mici e inserimenti e può fare la differenza a livello di conseguenze e valutazione finale positiva dell'inserimento.

Quando non si hanno mici bastano poche regole per scegliere un gatto, ma quando si ha già almeno un micio bisogna ricordarsi di mettere davanti le sue esigenze ai propri gusti.
Su questa cosa bisogna stare attenti alle "autobugie" che spesso ci si racconta, per amore a prima vista di un micio, per un caso strappacuore o altro.

Se i propri mici sono sotto l'anno di età si può andare più tranquilli e nel caso la soluzione probabilmente più felice è prendere un coetaneo, oppure un adulto bonaccione, magari con istinto protettivo (tipologia che spesso si trova in molti rifugi vedendolo a contatto con gli altri).
I cuccioli di età diverse sono facili da inserire, ma essendoci diverse fasi di gioco, comunicazione e apprendimento di regole di comportamento, se si può meglio andare su un cucciolo coetaneo.

Se i propri mici sono adulti e sereni, si può valutare la possibilità di scegliere un micio anche un po' sfortunato, non semplicissimo di carattere o con problemi, dandogli una possibilità che difficilmente troverebbe.
Per questi casi però bisogna un po' avere lo spirito di avventura e di ricerca di soluzioni per l'inserimento, ma per chi lo sceglie dà una soddisfazione e gioia senza eguali.
In un certo senso i propri mici fanno pet-therapy agli altri e nel caso di mici problematici o disabili possono nascere storie di amicizia incredibili e ottenere risultati che in case senza altri mici non ci si sogna nemmeno.
Ovviamente bisogna sentirsela e convivere coi mici adatti.

Se i propri mici o micio sono problematici si fa un po' il lavoro opposto e un gatto patatone, bonaccione e socievole può anche far migliorare la situazione dei propri gatti.
Per la scelta del micio giusto bisogna ragionare sulla singola situazione.

Per chi ha mici misti: un po' sereni e socievoli e qualcuno problematico, il procedimento di inserimento è essenziale.
Bisogna assolutamente dividere casa e tenere per il tempo necessario i soggetti difficili da soli e fare il vero inserimento solo con i mici ok.
Quando la situazione è serena si procede con gli altri, ma a quel punto si scoprirà che tutto diventa più facile e i bonaccioni saranno un aiuto grandissimo.
E' una soluzione ottima anche nel caso di tanti mici, la gradualità, il tempo e la pazienza possono vincere anche le situazioni che si credevano impossibili.
Il tutto (per motivi di tempi umani) si può anche diluire in base alle proprie esigenze, ovviamente per farlo bisogna avere un minimo di spazio e giocare sulla divisione degli ambienti per il periodo di inserimento.

I gatti non davvero inseribili sono veramente rari, quindi per chi ha voglia sul serio di inserire un micio le soluzioni ci sono, basta non buttarsi alla carlona, ma procedere in modo anche un po' razionale, analizzando reazioni ogni volta e procedendo per tentativi.

Una linea di raccomandazioni generali per l'inserimento potrebbe essere questa:

-Essere zen: mantenere la calma in qualsiasi situazione e comunicarla ai mici.

-Evitare gridolini e allontanare persone ansiose e che si spaventano per soffi o versi strani dei mici durante l'inserimento.

-Non fare cat-watching durante l'inserimento, soprattuto con persone che non abitano nella casa, parenti o amici curiosi fuori.

-Ricordarsi dell'abitudine, dei ritmi normali di casa, non sconvolgerli, non cambiarli durante l'inserimento.

-Non stare addosso ai mici, non interferire troppo, non forzare la socializzazione durante l'inserimento.
Se si vuole coinvolgerli o incuriosirli usare giochini (nuovi e neutri) collettivi tipo quelli coi fili o altro che allentino la tensione nell'osservazione reciproca dei mici.

-Non fare vedere subito il nuovo micio ai mcii di casa, ma chiuderli in una stanza (magari riempiti di pappa) e lasciare che il nuovo arrivato stia almeno un'ora libero in esplorazione delle restanti stanze.
Se è socievole con gli umani si può seguirlo e coccolarlo durante la scoperta, se è un soggetto pauroso, bisogna lasciarlo solo (magari intanto coccolando gli altri) in piena libertà esplorativa.
Questo perchè un micio che non conosce un territorio tende all'aggressività, ai versi e all'attacco, un micio che conosce vie di fuga o s'è fatto un'idea minima delle zone, è sempre più sereno o cmq meno spaventato, cosa essenziale quando vedrà gli altri.

-Non bisogna farsi spaventare da urla, versi e soffi, un micio che li fa minaccia, ma non ha ancora deciso di attaccare, l'attacco arriva dopo casomai, un micio troppo silenzioso, ma che punta è molto più pericoloso.
Nel caso intervenire solo se c'è vero rischio per la loro sicurezza, altrimenti un minimo di contatto fisico tra due soggetti allo stesso livello di forza è essenziale, uno dei due deve sottomettersi e spesso è necessaria qualche zampata, ovviamente se fosse seria o violenta separarli immediatamente.
Per gestire queste cose (di solito in caso di mici difficili o unici) bisogna sempre mantenere la calma e importantissimo è il rapporto e l'ubbidienza che si ha con i propri mici, abituarli soprattutto ai richiami sonori (voce, battito di mani e piedi) è la cosa più comoda durante l'inserimento e da usare al primo soffio e ripetersi a ogni atto ostile.
E' modo per controllare e far capire la vostra posizione ai propri mici (ma comprensibile alla maggioranza dei mici quindi anche al nuovo tranne casi particolari) e gestirla a distanza, lasciandoli comunque entrare a contatto con l'altro.
Bisogna però saperlo fare, non serve chissà che cosa, ma un minimo di polso e calma, le persone da vocine acute, urlettini e paura in tasca meglio che evitino, rischiano di rovinare l'inserimento.
Se invece si resta calmi e si trasmette loro un mix di autorevolezza e tranquillità anche casi difficili possono risolversi in poche ore o giorni.
Bisogna far capire che da un lato non ha senso agitarsi, non è cambiato nulla, c'è la solita vita di casa, i soliti rumori, orari o altro e dall'altro comunicare seccamente che chi dei propri crea problemi viene sgridato.
Magari vi terranno il muso qualche giorno, in questo caso non bisogna fare i mielosi cercando di conquistarli, ma andare avanti con la vita normale e magari compensare a coccole sonore e vocine dolci, che prima o poi faranno cedere anche gli offesi più acidi.

-Altra cosa essenziale è la pazienza, ci sono inserimenti che durano qualche ora e alcuni qualche mese, nel caso bisogna tenere duro anche quando tutto sembra inutile, i mici sanno sorprenderci e prima o poi anche gli acidi cedono.
Se l'inserimento fallisce nel 99% dei casi è perchè non si è stati capaci di gestirlo bene.
Per dirlo però devono passare un po' di mesi, ci sono tanti casi di mici che si sono soffiati per mesi e poi hanno fatto amicizia magari diventando inseparabili.
E' un'avventura, una volta fatta la scelta (che vale la metà della buona riuscita) è una sfida, non difficile come può sembrare, ma comunque un viaggio da affrontare con pazienza e perseveranza.

Io sconsiglio anche di riempire troppo di coccole o altro i propri mici durante l'inserimento, ho provato varie cose e alla fine quella che dà sempre più risultati e in meno tempo possibile è la tecnica del "nulla è cambiato, inutile che ti preoccupi", i gatti lo capiscono, al massimo devono vincere la paura o altro, ma poi accettano di buon grado.

Generalmente quando ho affidi del micile o catsitting tranne casi dove il contatto non è consigliabile, li lascio con i miei quando sono in casa, per l'inserimento anche di più mici (mi è capitato un massimo di 4 alla volta, ovviamente che si conoscevano tra loro) non ci ho mai messo più di due, massimo tre giorni, molto dipende da quanto tempo sono in casa, generalmente se ci sono almeno mezza giornata ci metto in media due giorni, ogni volta che esco però lascio gli altri mici in una stanzetta per loro.

Questo per far rilassare chi magari si è spaventato leggendo di soffi e urla, non è poi così difficile, basta un po' di volontà e serenità e l'inserimento può diventare tranquillo, figuriamoci nel caso di un micio alla volta e per sempre.

I miei mici non sono particolarmente bonaccioni, anzi alcune particolarmente acide, eppure si appiana tutto lo stesso (e dopo giocano persino con i nuovi), il trucchetto è l'averli resi ubbidienti (così gestisco la socializzazione usando i richiami sonori mentre faccio le mie cose), restare zen in qualsiasi caso e porsi coi propri in una situazione ci capo-branco benevolo.
Non serve trasformarli in cani o soldatini, basta far capire chi comanda e che se sono sereni c'è vantaggio per tutti, poi massima libertà.
La gerarchia non è estranea al gatto, le colonie ne sono la testimonianza, non è come coi cani, ma un minimo di autorevolezza ci vuole.
Questa cosa rende i mici molto più sereni, spesso attribuire acidità e comportamenti eccentrici all'essere gatto è sbagliato, un micio sano e sereno tende a essere socievole, ovviamente ex selvatici o traumatizzati e simili esclusi.

Questo vale anche per la socializzazione con gli altri esseri umani, invece di volersi il micio tutto per sè, senza forzature e coi tempi necessari, è sempre bene renderlo il più sereno e aperto possibile ai contatti con altri umani.


Per il resto per ogni scelta e inserimento ogni valutazione va personalizzata alla situazione specifica e parlarne nel forum, specialmente ancora prima della scelta, è un buon modo di iniziare e vivere un'esperienza bellissima e farla vivere nei migliori dei modi ai propri pelosi.
Un peloso socializzato e con compagni non umani è sicuramente un peloso più felice :)

Jes
26-04-2007, 00:19
Innanzitutto grazie Liulai di aver condiviso con noi la tua esperienza,ho letto tutto con grande interesse perchè mi trovo in una diffcile situazione...avendo deciso di allargare la famiglia con un terzo gatto.Purtroppo temo che il mio Salem sia uno di quei casi rari che renda impossibile l'inserimento,questo ovviamente mi è stato detto da due veterinarie di cui una comportamentista.Sebbene mi stia sforzando di accettare la cosa,egoisticamente non riesco a non pensare al terzo...

Liulai
26-04-2007, 12:47
Salem è arrivato per secondo?
I veterinari li lascerei perdere, difficilmente ci azzeccano coi discorsi pratici.
La comportalista cosa ti ha detto esattamente?
Se ti va di descriverci la situazione... ragionarci non costa nulla;)

Jes
26-04-2007, 13:45
Salem è stato il primo,dopo circa 4 mesi è arrivata Siouxsie,l'inserimento non è stato troppo duro anche se varie volte ho temuto per l'incolumità di Siouxsie perchè vedevo che lui la intendeva come una preda...Salem però era tutto un altro tipo di gatto,dopo la castrazione è diventato mostruosamente territoriale e dominante,da allora ogni volta che lo portiamo dal vet fa il diavolo a quattro e ci vogliono almeno in 3 per tenerlo e ovviamente non lo si può visitare accuratamente(provargli la febbre è impossibile) ,azzanna tutti con una violenza pazzesca(una volta è fuggito per lo studio con la siringa del vaccino infilata nel coppino).In casa è estremamente coccolone con me(la comportamentista dice che deve avermi identificato come una figura materna),paziente con mia figlia e molto insofferente con mio marito...con la gatta alterna momenti di dolcezza a momenti di gioco pesante e nonostante sia stato castrato da più di 6 mesi la monta ancora quasi tutti i giorni.Presentando il quadro completo alla comportamentista lei ha sconsigliato di procedere con un terzo inserimento,al massimo si potrebbe tentarecon un cucciolo femmina.
In breve questo è quanto.

Liulai
26-04-2007, 14:12
Il cucciolo femmina...
Classico consiglio teorico che non vuol dire nulla, poi con un gatto che monta tutti i giorni la grande, una cucciolina come finisce porella?
Manco difendersi può, boh ognuno ha il suo parere, ma questo non lo capisco proprio.

Con una situazione simile meglio sospendere qualsiasi idea, da come lo descrivi ha dei disagi, bisogna approfondire e risolverli, qualsiasi cambiamento non va bene.
Una volta risolti, poi non dovrebbe essere così difficile, non è assolutamente tra i rari casi impossibili visto che ha già accettato la piccola, non sarà amore, ma i gatti che non accettano son ben altri.

I fiori di bach li hai provati?
Per il vaccino ci vuole la gabbietta che si rimpicciolisce, dal mio vet con sto modo abbiamo vaccinato mici selvatici allucinanti.
Per la visita a quel punto meglio portarlo tranquillizzato, magari dai fiori senza andare sul pesante, sempre che non ci siano analisi che possano essere compromesse.

Se fa così con tuo marito probabilmente ha un rapporto poco sano con te, che va assolutamente ridimensionato, più che mamma sei la sua femmina da quel che descrivi.
Dovete lavorarci insieme.
Prima di tutto dovresti distaccarti un po' da lui, fisicamente e anche a livello di coccole, non serve diventare gelida, ma diminuire e magari farle quando sei tu che lo chiami e non se ti si appiccica lui.
Poi far lavorare tantissimo tuo marito (mentre un po' più freddine tu e tua figlia), magari cercando di attirare la sua attenzione in tutti i modi con giochini, pappa coccole.
L'operazione pappa è da lasciare esclusivamente a tuo marito, idem qualsiasi altra cosa che piaccia a Salem.

Lo so per te sarà difficile, ma è per il suo bene, quando avrà recuperato con l'altro maschio di casa, la situazione migliorerà.
A che età è stato castrato?
Ha mai marcato in giro?

Prova la strada della pace tra maschi + i fiori di bach e poi vedi come va;)

Tornato sereno vedrai che cambierà tutto e allora potrai pensare a un altro micio e sceglierlo bene.

Jes
26-04-2007, 14:21
Ma vedi Salem non è un gatto "cattivo"nel suo ambiente,Mio marito gli sta sulle balle e lo ignora,se lui si avvicina per accarezzarlo lui lo morde prima solo appoggiando i denti(come per avvertirlo) e se lui continua allora fa sul serio...idem con gli ospiti:lui adora dare il benvenuto a chi entra in casa,anche persone mai viste prima...si fionda davanti alla porta controllare la situazione e annusare e strusciare,poi si apparta e solo se uno degli ospiti si mette a tartassarlo di carezze o giochini ecco che parte con i morsi e le graffiate.
Fiori di back e feliway già provati,serviti a nulla.
Salem è stato castrato a 6 mesi sul consiglio del vet e non hai mai marcato in vita sua,ne prima ne dopo la sterilizzazione.

Liulai
26-04-2007, 14:24
E' cambiato qualcos'altro in quel periodo?

Con gli estranei importa meno, ma i rapporti con gli umani di casa è sempre meglio sistemarli, senza forzature, magari comincia solo con il discorso pappa, falla dare a tuo marito, soprattutto l'umido:)

Per ora comunque meglio nessun inserimento, è strana come situazione, ma qualcosa che non va c'è, nulla di gravissimo, ma sarebbe da scoprire...

bea
26-04-2007, 14:26
Ciao Liulai.
Premesso che non ho idee nè intenzioni di inserimenti, una cosa mi ha incuriosito del tuo discorso.
Dici "il trucco è averli resi ubbidienti" e parli di "richiami sonori".
Ho letto accenni a qualcosa di simile in un libro bellissimo che sto leggendo (la macchina degli abbracci), ma mi piacerebbe approfondire questo discorso dei richiami sonori.
Che vuol dire esattamente?

Jes
26-04-2007, 14:29
No non è cambiato niente altro...per quanto riguarda il suo rapporto un pò troppo morboso con me posso dirti che lui non è cambiato nemmeno una briciola da quando l'ho preso in braccio la prima volta al gattile,all'epoca mi si infilato sotto al collo e si è messo a fare la pasta ciucciando...aveva due mesi,adesso tutte le sere quando vado a letto mi trovo 6 kg e mezzo di gatto abbracciato al collo che fa la pasta e ciuccia(e una di ste volte mi apre la giugulare,son convinta!).

Liulai
26-04-2007, 16:25
Eh ma anche i cuccioli devono crescere, cmq missà che non è nemmeno questo, è davvero strano questo cambiamento.
Ma prima non aveva mai dato segnali?

Bea: nulla di eccelso semplicemente utilizzare per comunicare in positivo e in negativo preferibilmente la voce,o il battito di mani, di piedi, insomma rumori che codificati per bene e usati sempre nello stesso modo ti danno la possibilità di comunicare con loro mentre fai altro e soprattutto bloccare o far diminuire soffi, urla o altro durante gli inserimenti.

Non è solo fare puccipu al micio, ma utilizzare con lui un vero e proprio linguaggio, non confuso e a caso, oltre alle tonalità possono imparare diverse parole e usarle sempre in modo coerente e non confuso dà molti risultati.

Tipo in questi giorni ho qui i mici di Girasole, all'inizio c'era qualche soffio o versetto minaccioso, io sono andata avanti a fare le mie cose: al pc, nellee stanze mentre pulivo, a letto mentre leggevo ecc bloccavo queste minacce senza nemmeno raggiungerli e ha funzionato anche con Mimì che non è una mia micia e all'inizio soffiava e gufava.
E' fondalmentalmente una cavolata, ma molte persone tendono a usare mille parole e suoni diversi, in contraddizione, con tonalità magari che incitano più che a smettere vedi gli acuti di tante donne quando fanno i guai, che spesso vengono fraintesi.
Oppure la stessa parola usata per cose e situazioni diverse.
Poi ovvio devi essere autorevole (n.b. non autoritario) e assolutamente coerente, se hai appena sgridato non te lo spupazzi dopo 1 minuto o se stai rimproverando o altro non ti interrompi per parlare tranqui con toni sereni con altri umani o altro.
Oltre all'evitare zuffe, guai o altro abituarli tanto anche al contatto sonoro ti permette di fare una sorta di coccole senza contatto e così far loro compagnia mentre fai altro e soprattutto coinvolgere tutti insieme, questo uso in positivo però è abbastanza ovvio e usato.
Sulle cose negative poi è molto comodo coi mici che stanno combinando un guaio, se ti avvicini o altro rischi di mandarli in panico e che si facciano male o per esempio se su una mensola con cose delicate, puntualmente il danno arriva durante la sgridata invece che prima dove almeno tentavano di evitare gli ostacoli.

Insomma sono piccole cose abbastanza ovvie che però, se si applicano un po' di più e nel modo giusto, danno tanti risultati;)

lellalillo
26-04-2007, 16:43
Liulai che post utile e completo!
Io nel mio piccolissimo in confronto a te posso dire le mie esperienze.
Ho introdotto Lillo di 20 gg con Lella di 4 mesi.
Inserimento che sarebbe stato semplicissimo se Lillo non fosse stato moribondo e totalmente incapace di giocare con Lella. Lei anche se per gioco lo "rabaltava" , quindi per due settimane abbondanti sono stati separati.
Poi Pimpa introdotta quando Lella aveva 7 mesi e Lillo 4, anche qui tolta la settimana di totale separazione per le cure a Pimpa è andato tutto bene, 24 ore di soffi e poi grandi amici.
Bilbo è stato inserito quando Pimpa era coetanea con lui quindi 3 mesi, Lella aveva 7 mesi e Lillo 5. Sono stati insieme fin da subito ed erano tutti abbastanza grandi per difendersi, non ci sono stati problemi.
Adesso con Middy ho qualche problemuccio nel senso che io le sue precedenti abitudini non le conosco nè alimentari nè comportamentali. Lella le dà del filo da torcere e cmq per ora non vuole essere coinvolta nelle loro corse, giochi etc. Diciamo che vive la sua vita e se qualcuno esagera parte il soffio.

Posso dire per certo che i mici che hanno meno rapporto con gli umani sono quelli che accettano prima il nuovo inquilino e viceversa.
Non ho mai ritenuto necessario tenerli separati, se non per motivi gravi di salute, perchè la gerarchia deve essere decisa subito, separarli significa posticipare gli scontri.

maaty
26-04-2007, 18:37
Ho letto con piacere quello che hai scritto.......spero di riuscire nell'inserimento del mio secondo micio.Misha.....adesso sono in stanze separate.(devo far ripetere i test per escludere qualsiasi malattia,lui viveva in strada).La mia micia Grace si piazza davanti la sua porta e si parlano,sono tenerissimi,non abbiamo mai sentito un soffio....questo un pò ci fa sperare.....se lui inizia a miagolare lei corre subito da lui.....appunto speriamo,non sono stati ancora insieme fisicamente per sicurezza,quindi il territorio e ancora tutto di Grace

bea
27-04-2007, 15:48
Ho capito.
In effetti anch'io se dico "Poldo No" o Grisou No" interrompono quello che stanno facendo (o che stanno per fare;) ). A volte anche se pronuncio il loro nome con un certo tono minaccioso...
Non mi sono mai messa ad insegnargli altri comandi però. Già con il "no" che funziona mi sento fortunata.

Liulai
28-04-2007, 13:22
Bea fai benissimo, nemmeno esagerare va bene, poche parole ma buone e sempre le stesse per la stessa situazione od ordine.

Lellalillo non disperare, da quando hai inserito Middy?
Ho visto cambiamenti e miglioramenti anche dopo tanti mesi se non un anno, non si sa mai, cmq anche un pacifico ignorarsi non è male, se per il resto sono sereni e ognuno fa la sua vita bene perchè no?


Maaty vedrai che appena potrai metterli insieme diventeranno amici in pochi giorni, se sono già curiosi e si cercano è una gran cosa:D

NATY
28-04-2007, 16:57
questo post capita a pennello;) Anche io mi appresto a fare l'inserimento del secondo micio, il motivo principale è che Salvo,5- 6 mesi castrato, ha sempre molta voglia di giocare ha vissuto fino a due mesi in campagna e ci ha messo una ventina di giorni buoni per sentirsi a casa. Ora come ora tende molto a stare giù in cortile e su in mansarda dove ha tutte le sue cosine. Insomma ho pensato di dargli una compagnia, però... Domani arriverà mio fratello con un ospite, quindi per Salvo due estranei e lui è terrorizzato dagli estranei, qualche giorno dopo dovrebbe arrivare il "fratellino" e ho paura che questa coincidenza non giochi a favore dell'inserimento. Non vorrei che Salvo assocciasse l'invasione umana al gatto nuovo.
Ditemi per favore cosa ne pensate cosa posso fare, aspetto consigli grazie

sissi
28-04-2007, 17:11
Che discussione interessante.
Mi ha fatto molto pensare , visto che in 2 anni circa ho fatto 3 inserimenti..
La mia prima micia, Sissi, è quella più difficile durante la primissima fase di inserimento, ma ho notato che davvero ogni inserimento è un momento a sè dai precedenti.Se con Isa , avevo scelto di separarle , con romeo e Agata non è stato così...Ed è andata bene..
E' molto importante anche l'aspetto della Pet terapy gatto-gatto: prima di decidere di accogliere Agata, ero molto perplessa perchè non volevo rischiare di rompere l'equilibrio che finalmente si era costituito tra i miei 3. Poi parlando con chi la accudiva, ho pensato che forse il suo essere socievole e dolce sarebbe stato positivo per Isa ,che ama giocare e che non trova molta soddisfazione con sissi e romeo (loro si annoiano presto, 5 minuti e il gioco è finito).. e in effetti è stato così... Agata ha bilanciato molto...
e' ancora troppo poco che sta con me per affermare che ci sia un nuovo equilibrio, ma credo che ci siano delle buone basi ... lo spero :D non so come farei altrimenti...

lukino
29-04-2007, 02:01
Mii...quanta roba...vado con ordine.

Verissimo che non esiste LA regola, vero però che esiston accorgimenti generali tendenzialmente utili, così come è vero che nella maggioranza dei casi (che non vuol dire tutti) un equilibrio accettabile lo si trova.

Poi..

1)Qui ti contraddici..perchè inizi sfatando quello che ritieni esser un luogo comune, poi però tu stessa affermi "Sicuramente però rimane una delle situazioni più facili, specialmente per chi ha poca esperienza e non si intende molto di mici".
Se affermi ciò..implicitamente ammetti che l'inserimento di un cucciolo, è perlopiù più semplice di quello di un adulto (tanto è vero che lo consigli a chi ha poca esperienza), cosa che in effetti - per vari motivi - è:rispetto alla convivenza con altri gatti è sicuramente meno laborioso, per ragioni diverse.

2) sono d'accordo.

3) abbastanza d'accordo, anche se è vero (parlando di una residenza domestica "normale") che tendenzialmente oltre il terzo il rischio di destabilizzare un sistema c'è. poi io ne ho 6 in 50 mq e va una meraviglia, però non mi sentirei di consigliarlo a tutti senza remore.Sensatissime le domande che ritieni ci si debba porre prima di prender un altro micio.

Per il resto, tendenzialmente d'accordo (anche se vista la mole dello scritto potrei essermi perso qualcosa).

Solo ritengo che se si ha un micio sotto l'anno di età, invece di quanto affermi tu, è la situazione ideale per non porsi particolari problemi di età rispetto al micio che si sta per adottare:per un micio sotto l'anno d'età, un gatto in arrivo bonaccione o meno, più grande o più giovane, fa molta meno differenza di quanto non faccia per un micio di casa più anziano.

Tendenzialmente, un micio difficile è più accettato da un gatto cucciolo o poco più che cucciolo perchè quest'ultimo è meno strutturato e più flessibile, mentre un gatto padrone di casa avanti con gli anni sarà molto più territoriale e , nella maggior parte dei casi, tendenzialmente più lento ad accettare il nuovo arrivato.

Le variabili come dici sono mille. Va detto infatti che il micio "bonaccione" a priori non è poi così determinabile, nel senso che quando si hanno più gatti esiston comportamenti apparentemente non lineari, dettati da qualcosa che è assolutamente analogo all'antipatia e simpatia umani.
Un micio in arrivo , che conosciamo come bonaccione e amante della compagnia felina, può-per ragioni oscure- prender in antipatia uno o più dei gatti della casa mentre magari ne ama altri. Viceversa, un micio in arrivo magari un po' scontroso, per ragioni misteriose, può esser accettato da alcuni e non da altri.
Anche la variabile intero/castrato non sempre è "logica":nel mio caso, Paride-intero- non ha mai granchè amato l'arrivo del buonissimo, e castrato, Omero, mentre-pur arrivato dopo- ha amato da subito Khalì.

Accade anche, e concludo, che un'antipatia diventi amicizia dopo mesi e mesi.

marta
29-04-2007, 14:18
Liulai grazie per aver inserito questo post così interessante...io sto cercando di inserire, anche se in realtà stanno facendo tutto da soli, una gattina di strada con i miei vitelloni maschi e castrati...lei vive ancora per strada e viene sul mio balcone tutte le sere perchè sa che si cena..
A dire la verità interferisco poco, loro, a volte, sembrano accettarla e altre no..ieri mattina, ad esempio, l'ho trovata che dormiva nella loro cesta, il che mi ha stupito non poco, poi magari se mangiano insieme le soffiano, o addirittura Franz non mangia più..non so se lo fa per protesta o altro..bah...
E' solo che la situazione è leggermente complicata..purtroppo Ale&Franz li ho con me solo da febbraio, hanno 2 anni, e quindi non li conosco da quando sono piccoli, non sono cresciuti con me, Sandra, invece, è una randagia, che ha deciso di frequentare casa mia dapprima una volta ogni tanto, adesso tutti i giorni, tant'è che ho deciso di non adottare un altro micio ad agosto per occuparmi di lei..
Dunque secondo te, come dovrei comportarmi?Dovrei interferire di più?Solo quando si danno le zampate dico di no, ma non perchè non voglio che se la risolvano tra loro, ma semplicemente per il fatto che non ho la certezza che sia sana..
Grazie un bacio..

afrodisia
29-04-2007, 15:39
Grazie Liulai per i tuoi consigli che capitano proprio nel momento giusto per l'inserimento del piccolo Gastone con i miei due micioni grandi.
Un bacio
Paola

Liulai
30-04-2007, 02:04
Lukino:
Sull'1 la contraddizione forse deriva proprio dal discorso dell'adottante umano, mi dispiace di essermi spiegata male.
La facilità per me viene dal fatto che un adottante poco esperto ha meno problemi a gestire un nuovo arrivato cucciolo, quindi rimane solo un discorso di inserimento con altro gatto, invece che inserimento generale in altra casa e famiglia.
Nel caso di un adulto c'è un discorso di rapporto con l'umano e la nuova situazione, a cui si somma l'inserimento con l'altro micio, questa secondo me è la vera differenza,
Secondo me con un umano che sa fare gli inserimenti bene (o cmq è motivato a impegnarsi e ha un minimo di esperienza miciosa) e in presenza di due mici adulti sereni, la differenza col cucciolo è quasi nulla.
Nel caso il micio già presente sia molto tranquillo, a mio avviso diventa un po' controproducente, specialmente coi mici anziani non troppo acidi e solitari.
In questo caso io opterei decisamente per un altro adulto molto tranquillo.
Questo per dire che il solito consiglio cucciolino è sempre meglio è un po' da ridimensionare e credo che sia da consigliare soprattutto a chi è alle prime armi, chi ha già un po' di esperienza può optare anche per un adulto sereno senza grandi differenze.

Sull'antipatia a sorpresa verissimo, quello è un caso di sfortuna, ma se cmq il micio è tendenzialmente mite di carattere col tempo si può sempre vincerla.
In queste situazioni multimiciose, ovviamente l'ideale è il micio che viene da un ambiente con tanti gatti che sia l'allevamento (dove non sta solo con la mamma, ma a contatto anche con gli altri), un micile (inserito con gli altri) o una colonia felina, se già abituato a condividere e a socializzare è probabile che si adatterà presto alla nuova situazione.
Personalmente se dovessi prendere un 6 micio (cosa che non posso), sul discorso miglior candidato, avendone già 5 punterei sicuramente su un micio di colonia o micile (già stato a contatto con più mici), l'ideale per una famiglia numerosa.
Poi ovviamente ogni micio ha la sua storia, ma soprattutto se ci si impegna davvero quasi tutti i casi o i mici sono inseribili, magari con più accorgimenti o con tempi lunghi, si possono superare tante difficoltà, la pazienza e l'impegno sono gli ingredienti migliori.

Marta:
Il tuo caso direi che è particolare visto che non si tratta di un inserimento solo in luogo chiuso.
Quello che devi chiederti è se la piccola farà davvero parte della famiglia...
Se la risposta è si prima di tutto quanto ha?
E' pronta per la sterilizzazione?
Se è intera comincerei a tenerla solo dentro fino alla sterilizzazione, prima che torni con sorprese, a quel punto sfrutterei la degenza e il blindaggio per fare poi l'inserimento all'interno.
Questo è il modo più veloce perchè li forzi un po' a conoscersi, altrimenti dopo la sterilizzazione (dove la vizierai e coccolerai così si legherà sempre più a te e alla casina e ne approfitterai per i test) li puoi lasciar fare tenendo controllata la situazione, magari coinvolgendoli con giochi e pappa.
Serviranno tempi più lunghi, ma di sicuro sarà molto più tranquilla ,perchè tutti hanno la via di fuga esterna
Per la fiv non mi preoccuperei visto che immagino che i tuoi siano sterilizzati, per la felv se escono il rischio è uguale, a quel punto li testerei e valuterei il vaccino felv e in futuro stessa cosa per lei, così sterilizzati e vaccinati felv per queste malattie saranno tutti e 3 al sicuro;)

Afrodisia in bocca al luppolo anche a te con Gastone:D