Liulai
25-04-2007, 22:01
Molto spesso parliamo di questo argomento e tanti utenti espongono paure e ansie per gli inserimenti di eventuali nuovi mici.
Le risposte si stanno uniformando e ampliando sempre di più, ma spesso escono i soliti luoghi comuni, a volte persino da chi ha esperienza coi mici.
Questa è la mia opinione in merito, non di certo il verbo, nei post dove non sono preparata evito sempre di intervenire, se apro questo post è perchè negli ultimi anni tra affidi e altre situazioni mi sono capitati davvero tanti casi intermiciosi, ma anche di mici con altri animali, quindi se può essere di aiuto a qualcuno ben venga.
Vogliamo sfatare insieme un po' di pregiudizi, credenze e consigli stile della nonna che sono sugli inserimenti miciosi?
Sicuramente ci sono gradi di facilità, ma nessuna regola vera sulla caratteristica dei mici, OGNI INSERIMENTO E' UN MONDO A SE', da valutare volta per volta.
1 Non è vero che sono inseribili sono cuccioli e non è vero che coi cuccioli è sempre più facile, dipende tutto dalla situazione, è leggermente più semplice, ma spesso solo in apparenza.
Un micio cucciolo nella maggioranza dei casi ha una difficoltà di inserimento pari a un adulto bonaccione e socievole, con la differenza che del secondo puoi essere sicuro del carattere, coi cuccioli no e bisogna affrontare il cambiamento e il momento delicato della maturità sessuale e degli ormoni mentre si aspetta l'età per la sterilizzazione.
Sicuramente però rimane una delle situazioni più facili, specialmente per chi ha poca esperienza e non si intende molto di mici.
Inserirlo però con un adulto può avere diversi rischi data la diversità di necessità, esigenze, tempi, giochi e soprattutto possibilità di difendersi.
Molto spesso accade che venga scelta come soluzione con mici adulti difficili, cresciuti da soli, per la mia esperienza è da evitare soprattutto con gattini piccoli per i seguenti motivi:
-frenesia del gioco come fattore irritante dell'adulto che ama la sua tranquillità;
-in un'eventuale zuffa il piccolo può farsi male seriamente;
-i cuccioli (soprattutto quelli poco socializzati) nella loro esuberanza e inesperienza possono fraintendere dei segnali degli adulti con brutte conseguenze.
In questi casi, anche se a molti sembra assurdo, la scelta più consigliata è un micio adulto molto calmo e sereno, o al massimo un cucciolone sterilizzato da un po'.
E' come una legge di compensazione, col micio unico facile all'irritazione, un bonaccione zen può essere forse l'unica soluzione alla vita solitaria.
2 Meglio prendere un micio del sesso opposto.
Questa è la credenza più ridicola e resistente, se proprio si vuole fare un discorso generale (che però ha senso fino a un certo punto in questi casi) si può dire meglio un maschio sterilizzato da un po' di tempo.
Ma anche qui ci sono mille eccezioni.
La verità è sempre la stessa, ogni micio è una storia diversa e fissarsi su questo parametro è abbastanza ingenuo e in alcuni casi controproducente.
L'unica è analizzare il proprio micio e da lì scegliere l'INDIVIDUO più adatto, al di là del sesso.
Ci sono esempi di mici dello stesso sesso affiatati tanti quanti quelli di mici di sesso opposto, affidarsi a questo consiglio non ha senso ed è ora di smettere di darlo stile 100 colpi di spazzola ai capelli detto dalla nonna.
3 Numero dei mici.
Molte persone hanno il terrore che un micio in più alla coppia o altro possa sconvolgere l'equilibrio, questo è possibile, ma non è una probabilità, solo il risultato di una cattiva scelta del soggetto inserito, oppure data da un errore di inserimento stesso.
Non ci sono numeri ideali o altro, le colonie feline insegnano che anche tanti gatti possono convivere felicemente, il punto è lo spazio e la disponibilità di cibo e attenzioni.
Per assurdo se uno ha una megavilla, tempo e personale ci può far vivere anche 50 mici tutti insieme felicemente.
Per capire quali sono i propri limiti, se ci si sta facendo prendere da facili entusiasmi non responsabili o da paranoie inutili quando invece un micio in più ci starebbe bene, bisogna autoanalizzare la propria situazione basandosi su tempo per manutenzione e coccole, umani di casa di riferimento, sistemazione durante le vacanze e poi ovviamente la grandezza della casa.
Anche qui è tutto relativo.
Davanti al desiderio di un micio in più bisogna farsi e fare qualche analisi o farsi aiutare nel farla, per scegliere la soluzione migliore.
1 Posso permettermi economicamente un altro micio?
2 Ho davvero voglia di aumentare coccole, cure e attenzioni?
3 Sono pronto ad affrontare anche la sfida dei primi tempi di inserimento?
4 Ho la pazienza e l'autocontrollo per gestire un inserimento anche se ho un micio difficile?
5 Sono d'accordo gli altri umani di casa e pronti per collaborare al nuovo arrivo?
Se le risposte sono tutte si convinti si può entrare nella fase più importante: la ricerca del micio giusto.
I mici sono tutti belli e adorabili, ma nel caso si abbia la possibilità di scelta (quindi non casi tipo trovo il micio ecc) bisogna prendersi tempo e usare un po' di razionalità, anche se a volte è difficile e si "strempia" per portarsi a casa un patatone, appena scelto di aumentare la famiglia.
Questo aspetto è essenziale soprattutto per chi non ha grande esperienza di mici e inserimenti e può fare la differenza a livello di conseguenze e valutazione finale positiva dell'inserimento.
Quando non si hanno mici bastano poche regole per scegliere un gatto, ma quando si ha già almeno un micio bisogna ricordarsi di mettere davanti le sue esigenze ai propri gusti.
Su questa cosa bisogna stare attenti alle "autobugie" che spesso ci si racconta, per amore a prima vista di un micio, per un caso strappacuore o altro.
Se i propri mici sono sotto l'anno di età si può andare più tranquilli e nel caso la soluzione probabilmente più felice è prendere un coetaneo, oppure un adulto bonaccione, magari con istinto protettivo (tipologia che spesso si trova in molti rifugi vedendolo a contatto con gli altri).
I cuccioli di età diverse sono facili da inserire, ma essendoci diverse fasi di gioco, comunicazione e apprendimento di regole di comportamento, se si può meglio andare su un cucciolo coetaneo.
Se i propri mici sono adulti e sereni, si può valutare la possibilità di scegliere un micio anche un po' sfortunato, non semplicissimo di carattere o con problemi, dandogli una possibilità che difficilmente troverebbe.
Per questi casi però bisogna un po' avere lo spirito di avventura e di ricerca di soluzioni per l'inserimento, ma per chi lo sceglie dà una soddisfazione e gioia senza eguali.
In un certo senso i propri mici fanno pet-therapy agli altri e nel caso di mici problematici o disabili possono nascere storie di amicizia incredibili e ottenere risultati che in case senza altri mici non ci si sogna nemmeno.
Ovviamente bisogna sentirsela e convivere coi mici adatti.
Se i propri mici o micio sono problematici si fa un po' il lavoro opposto e un gatto patatone, bonaccione e socievole può anche far migliorare la situazione dei propri gatti.
Per la scelta del micio giusto bisogna ragionare sulla singola situazione.
Per chi ha mici misti: un po' sereni e socievoli e qualcuno problematico, il procedimento di inserimento è essenziale.
Bisogna assolutamente dividere casa e tenere per il tempo necessario i soggetti difficili da soli e fare il vero inserimento solo con i mici ok.
Quando la situazione è serena si procede con gli altri, ma a quel punto si scoprirà che tutto diventa più facile e i bonaccioni saranno un aiuto grandissimo.
E' una soluzione ottima anche nel caso di tanti mici, la gradualità, il tempo e la pazienza possono vincere anche le situazioni che si credevano impossibili.
Il tutto (per motivi di tempi umani) si può anche diluire in base alle proprie esigenze, ovviamente per farlo bisogna avere un minimo di spazio e giocare sulla divisione degli ambienti per il periodo di inserimento.
I gatti non davvero inseribili sono veramente rari, quindi per chi ha voglia sul serio di inserire un micio le soluzioni ci sono, basta non buttarsi alla carlona, ma procedere in modo anche un po' razionale, analizzando reazioni ogni volta e procedendo per tentativi.
Una linea di raccomandazioni generali per l'inserimento potrebbe essere questa:
-Essere zen: mantenere la calma in qualsiasi situazione e comunicarla ai mici.
-Evitare gridolini e allontanare persone ansiose e che si spaventano per soffi o versi strani dei mici durante l'inserimento.
-Non fare cat-watching durante l'inserimento, soprattuto con persone che non abitano nella casa, parenti o amici curiosi fuori.
-Ricordarsi dell'abitudine, dei ritmi normali di casa, non sconvolgerli, non cambiarli durante l'inserimento.
-Non stare addosso ai mici, non interferire troppo, non forzare la socializzazione durante l'inserimento.
Se si vuole coinvolgerli o incuriosirli usare giochini (nuovi e neutri) collettivi tipo quelli coi fili o altro che allentino la tensione nell'osservazione reciproca dei mici.
-Non fare vedere subito il nuovo micio ai mcii di casa, ma chiuderli in una stanza (magari riempiti di pappa) e lasciare che il nuovo arrivato stia almeno un'ora libero in esplorazione delle restanti stanze.
Se è socievole con gli umani si può seguirlo e coccolarlo durante la scoperta, se è un soggetto pauroso, bisogna lasciarlo solo (magari intanto coccolando gli altri) in piena libertà esplorativa.
Questo perchè un micio che non conosce un territorio tende all'aggressività, ai versi e all'attacco, un micio che conosce vie di fuga o s'è fatto un'idea minima delle zone, è sempre più sereno o cmq meno spaventato, cosa essenziale quando vedrà gli altri.
-Non bisogna farsi spaventare da urla, versi e soffi, un micio che li fa minaccia, ma non ha ancora deciso di attaccare, l'attacco arriva dopo casomai, un micio troppo silenzioso, ma che punta è molto più pericoloso.
Nel caso intervenire solo se c'è vero rischio per la loro sicurezza, altrimenti un minimo di contatto fisico tra due soggetti allo stesso livello di forza è essenziale, uno dei due deve sottomettersi e spesso è necessaria qualche zampata, ovviamente se fosse seria o violenta separarli immediatamente.
Per gestire queste cose (di solito in caso di mici difficili o unici) bisogna sempre mantenere la calma e importantissimo è il rapporto e l'ubbidienza che si ha con i propri mici, abituarli soprattutto ai richiami sonori (voce, battito di mani e piedi) è la cosa più comoda durante l'inserimento e da usare al primo soffio e ripetersi a ogni atto ostile.
E' modo per controllare e far capire la vostra posizione ai propri mici (ma comprensibile alla maggioranza dei mici quindi anche al nuovo tranne casi particolari) e gestirla a distanza, lasciandoli comunque entrare a contatto con l'altro.
Bisogna però saperlo fare, non serve chissà che cosa, ma un minimo di polso e calma, le persone da vocine acute, urlettini e paura in tasca meglio che evitino, rischiano di rovinare l'inserimento.
Se invece si resta calmi e si trasmette loro un mix di autorevolezza e tranquillità anche casi difficili possono risolversi in poche ore o giorni.
Bisogna far capire che da un lato non ha senso agitarsi, non è cambiato nulla, c'è la solita vita di casa, i soliti rumori, orari o altro e dall'altro comunicare seccamente che chi dei propri crea problemi viene sgridato.
Magari vi terranno il muso qualche giorno, in questo caso non bisogna fare i mielosi cercando di conquistarli, ma andare avanti con la vita normale e magari compensare a coccole sonore e vocine dolci, che prima o poi faranno cedere anche gli offesi più acidi.
-Altra cosa essenziale è la pazienza, ci sono inserimenti che durano qualche ora e alcuni qualche mese, nel caso bisogna tenere duro anche quando tutto sembra inutile, i mici sanno sorprenderci e prima o poi anche gli acidi cedono.
Se l'inserimento fallisce nel 99% dei casi è perchè non si è stati capaci di gestirlo bene.
Per dirlo però devono passare un po' di mesi, ci sono tanti casi di mici che si sono soffiati per mesi e poi hanno fatto amicizia magari diventando inseparabili.
E' un'avventura, una volta fatta la scelta (che vale la metà della buona riuscita) è una sfida, non difficile come può sembrare, ma comunque un viaggio da affrontare con pazienza e perseveranza.
Io sconsiglio anche di riempire troppo di coccole o altro i propri mici durante l'inserimento, ho provato varie cose e alla fine quella che dà sempre più risultati e in meno tempo possibile è la tecnica del "nulla è cambiato, inutile che ti preoccupi", i gatti lo capiscono, al massimo devono vincere la paura o altro, ma poi accettano di buon grado.
Generalmente quando ho affidi del micile o catsitting tranne casi dove il contatto non è consigliabile, li lascio con i miei quando sono in casa, per l'inserimento anche di più mici (mi è capitato un massimo di 4 alla volta, ovviamente che si conoscevano tra loro) non ci ho mai messo più di due, massimo tre giorni, molto dipende da quanto tempo sono in casa, generalmente se ci sono almeno mezza giornata ci metto in media due giorni, ogni volta che esco però lascio gli altri mici in una stanzetta per loro.
Questo per far rilassare chi magari si è spaventato leggendo di soffi e urla, non è poi così difficile, basta un po' di volontà e serenità e l'inserimento può diventare tranquillo, figuriamoci nel caso di un micio alla volta e per sempre.
I miei mici non sono particolarmente bonaccioni, anzi alcune particolarmente acide, eppure si appiana tutto lo stesso (e dopo giocano persino con i nuovi), il trucchetto è l'averli resi ubbidienti (così gestisco la socializzazione usando i richiami sonori mentre faccio le mie cose), restare zen in qualsiasi caso e porsi coi propri in una situazione ci capo-branco benevolo.
Non serve trasformarli in cani o soldatini, basta far capire chi comanda e che se sono sereni c'è vantaggio per tutti, poi massima libertà.
La gerarchia non è estranea al gatto, le colonie ne sono la testimonianza, non è come coi cani, ma un minimo di autorevolezza ci vuole.
Questa cosa rende i mici molto più sereni, spesso attribuire acidità e comportamenti eccentrici all'essere gatto è sbagliato, un micio sano e sereno tende a essere socievole, ovviamente ex selvatici o traumatizzati e simili esclusi.
Questo vale anche per la socializzazione con gli altri esseri umani, invece di volersi il micio tutto per sè, senza forzature e coi tempi necessari, è sempre bene renderlo il più sereno e aperto possibile ai contatti con altri umani.
Per il resto per ogni scelta e inserimento ogni valutazione va personalizzata alla situazione specifica e parlarne nel forum, specialmente ancora prima della scelta, è un buon modo di iniziare e vivere un'esperienza bellissima e farla vivere nei migliori dei modi ai propri pelosi.
Un peloso socializzato e con compagni non umani è sicuramente un peloso più felice :)
Le risposte si stanno uniformando e ampliando sempre di più, ma spesso escono i soliti luoghi comuni, a volte persino da chi ha esperienza coi mici.
Questa è la mia opinione in merito, non di certo il verbo, nei post dove non sono preparata evito sempre di intervenire, se apro questo post è perchè negli ultimi anni tra affidi e altre situazioni mi sono capitati davvero tanti casi intermiciosi, ma anche di mici con altri animali, quindi se può essere di aiuto a qualcuno ben venga.
Vogliamo sfatare insieme un po' di pregiudizi, credenze e consigli stile della nonna che sono sugli inserimenti miciosi?
Sicuramente ci sono gradi di facilità, ma nessuna regola vera sulla caratteristica dei mici, OGNI INSERIMENTO E' UN MONDO A SE', da valutare volta per volta.
1 Non è vero che sono inseribili sono cuccioli e non è vero che coi cuccioli è sempre più facile, dipende tutto dalla situazione, è leggermente più semplice, ma spesso solo in apparenza.
Un micio cucciolo nella maggioranza dei casi ha una difficoltà di inserimento pari a un adulto bonaccione e socievole, con la differenza che del secondo puoi essere sicuro del carattere, coi cuccioli no e bisogna affrontare il cambiamento e il momento delicato della maturità sessuale e degli ormoni mentre si aspetta l'età per la sterilizzazione.
Sicuramente però rimane una delle situazioni più facili, specialmente per chi ha poca esperienza e non si intende molto di mici.
Inserirlo però con un adulto può avere diversi rischi data la diversità di necessità, esigenze, tempi, giochi e soprattutto possibilità di difendersi.
Molto spesso accade che venga scelta come soluzione con mici adulti difficili, cresciuti da soli, per la mia esperienza è da evitare soprattutto con gattini piccoli per i seguenti motivi:
-frenesia del gioco come fattore irritante dell'adulto che ama la sua tranquillità;
-in un'eventuale zuffa il piccolo può farsi male seriamente;
-i cuccioli (soprattutto quelli poco socializzati) nella loro esuberanza e inesperienza possono fraintendere dei segnali degli adulti con brutte conseguenze.
In questi casi, anche se a molti sembra assurdo, la scelta più consigliata è un micio adulto molto calmo e sereno, o al massimo un cucciolone sterilizzato da un po'.
E' come una legge di compensazione, col micio unico facile all'irritazione, un bonaccione zen può essere forse l'unica soluzione alla vita solitaria.
2 Meglio prendere un micio del sesso opposto.
Questa è la credenza più ridicola e resistente, se proprio si vuole fare un discorso generale (che però ha senso fino a un certo punto in questi casi) si può dire meglio un maschio sterilizzato da un po' di tempo.
Ma anche qui ci sono mille eccezioni.
La verità è sempre la stessa, ogni micio è una storia diversa e fissarsi su questo parametro è abbastanza ingenuo e in alcuni casi controproducente.
L'unica è analizzare il proprio micio e da lì scegliere l'INDIVIDUO più adatto, al di là del sesso.
Ci sono esempi di mici dello stesso sesso affiatati tanti quanti quelli di mici di sesso opposto, affidarsi a questo consiglio non ha senso ed è ora di smettere di darlo stile 100 colpi di spazzola ai capelli detto dalla nonna.
3 Numero dei mici.
Molte persone hanno il terrore che un micio in più alla coppia o altro possa sconvolgere l'equilibrio, questo è possibile, ma non è una probabilità, solo il risultato di una cattiva scelta del soggetto inserito, oppure data da un errore di inserimento stesso.
Non ci sono numeri ideali o altro, le colonie feline insegnano che anche tanti gatti possono convivere felicemente, il punto è lo spazio e la disponibilità di cibo e attenzioni.
Per assurdo se uno ha una megavilla, tempo e personale ci può far vivere anche 50 mici tutti insieme felicemente.
Per capire quali sono i propri limiti, se ci si sta facendo prendere da facili entusiasmi non responsabili o da paranoie inutili quando invece un micio in più ci starebbe bene, bisogna autoanalizzare la propria situazione basandosi su tempo per manutenzione e coccole, umani di casa di riferimento, sistemazione durante le vacanze e poi ovviamente la grandezza della casa.
Anche qui è tutto relativo.
Davanti al desiderio di un micio in più bisogna farsi e fare qualche analisi o farsi aiutare nel farla, per scegliere la soluzione migliore.
1 Posso permettermi economicamente un altro micio?
2 Ho davvero voglia di aumentare coccole, cure e attenzioni?
3 Sono pronto ad affrontare anche la sfida dei primi tempi di inserimento?
4 Ho la pazienza e l'autocontrollo per gestire un inserimento anche se ho un micio difficile?
5 Sono d'accordo gli altri umani di casa e pronti per collaborare al nuovo arrivo?
Se le risposte sono tutte si convinti si può entrare nella fase più importante: la ricerca del micio giusto.
I mici sono tutti belli e adorabili, ma nel caso si abbia la possibilità di scelta (quindi non casi tipo trovo il micio ecc) bisogna prendersi tempo e usare un po' di razionalità, anche se a volte è difficile e si "strempia" per portarsi a casa un patatone, appena scelto di aumentare la famiglia.
Questo aspetto è essenziale soprattutto per chi non ha grande esperienza di mici e inserimenti e può fare la differenza a livello di conseguenze e valutazione finale positiva dell'inserimento.
Quando non si hanno mici bastano poche regole per scegliere un gatto, ma quando si ha già almeno un micio bisogna ricordarsi di mettere davanti le sue esigenze ai propri gusti.
Su questa cosa bisogna stare attenti alle "autobugie" che spesso ci si racconta, per amore a prima vista di un micio, per un caso strappacuore o altro.
Se i propri mici sono sotto l'anno di età si può andare più tranquilli e nel caso la soluzione probabilmente più felice è prendere un coetaneo, oppure un adulto bonaccione, magari con istinto protettivo (tipologia che spesso si trova in molti rifugi vedendolo a contatto con gli altri).
I cuccioli di età diverse sono facili da inserire, ma essendoci diverse fasi di gioco, comunicazione e apprendimento di regole di comportamento, se si può meglio andare su un cucciolo coetaneo.
Se i propri mici sono adulti e sereni, si può valutare la possibilità di scegliere un micio anche un po' sfortunato, non semplicissimo di carattere o con problemi, dandogli una possibilità che difficilmente troverebbe.
Per questi casi però bisogna un po' avere lo spirito di avventura e di ricerca di soluzioni per l'inserimento, ma per chi lo sceglie dà una soddisfazione e gioia senza eguali.
In un certo senso i propri mici fanno pet-therapy agli altri e nel caso di mici problematici o disabili possono nascere storie di amicizia incredibili e ottenere risultati che in case senza altri mici non ci si sogna nemmeno.
Ovviamente bisogna sentirsela e convivere coi mici adatti.
Se i propri mici o micio sono problematici si fa un po' il lavoro opposto e un gatto patatone, bonaccione e socievole può anche far migliorare la situazione dei propri gatti.
Per la scelta del micio giusto bisogna ragionare sulla singola situazione.
Per chi ha mici misti: un po' sereni e socievoli e qualcuno problematico, il procedimento di inserimento è essenziale.
Bisogna assolutamente dividere casa e tenere per il tempo necessario i soggetti difficili da soli e fare il vero inserimento solo con i mici ok.
Quando la situazione è serena si procede con gli altri, ma a quel punto si scoprirà che tutto diventa più facile e i bonaccioni saranno un aiuto grandissimo.
E' una soluzione ottima anche nel caso di tanti mici, la gradualità, il tempo e la pazienza possono vincere anche le situazioni che si credevano impossibili.
Il tutto (per motivi di tempi umani) si può anche diluire in base alle proprie esigenze, ovviamente per farlo bisogna avere un minimo di spazio e giocare sulla divisione degli ambienti per il periodo di inserimento.
I gatti non davvero inseribili sono veramente rari, quindi per chi ha voglia sul serio di inserire un micio le soluzioni ci sono, basta non buttarsi alla carlona, ma procedere in modo anche un po' razionale, analizzando reazioni ogni volta e procedendo per tentativi.
Una linea di raccomandazioni generali per l'inserimento potrebbe essere questa:
-Essere zen: mantenere la calma in qualsiasi situazione e comunicarla ai mici.
-Evitare gridolini e allontanare persone ansiose e che si spaventano per soffi o versi strani dei mici durante l'inserimento.
-Non fare cat-watching durante l'inserimento, soprattuto con persone che non abitano nella casa, parenti o amici curiosi fuori.
-Ricordarsi dell'abitudine, dei ritmi normali di casa, non sconvolgerli, non cambiarli durante l'inserimento.
-Non stare addosso ai mici, non interferire troppo, non forzare la socializzazione durante l'inserimento.
Se si vuole coinvolgerli o incuriosirli usare giochini (nuovi e neutri) collettivi tipo quelli coi fili o altro che allentino la tensione nell'osservazione reciproca dei mici.
-Non fare vedere subito il nuovo micio ai mcii di casa, ma chiuderli in una stanza (magari riempiti di pappa) e lasciare che il nuovo arrivato stia almeno un'ora libero in esplorazione delle restanti stanze.
Se è socievole con gli umani si può seguirlo e coccolarlo durante la scoperta, se è un soggetto pauroso, bisogna lasciarlo solo (magari intanto coccolando gli altri) in piena libertà esplorativa.
Questo perchè un micio che non conosce un territorio tende all'aggressività, ai versi e all'attacco, un micio che conosce vie di fuga o s'è fatto un'idea minima delle zone, è sempre più sereno o cmq meno spaventato, cosa essenziale quando vedrà gli altri.
-Non bisogna farsi spaventare da urla, versi e soffi, un micio che li fa minaccia, ma non ha ancora deciso di attaccare, l'attacco arriva dopo casomai, un micio troppo silenzioso, ma che punta è molto più pericoloso.
Nel caso intervenire solo se c'è vero rischio per la loro sicurezza, altrimenti un minimo di contatto fisico tra due soggetti allo stesso livello di forza è essenziale, uno dei due deve sottomettersi e spesso è necessaria qualche zampata, ovviamente se fosse seria o violenta separarli immediatamente.
Per gestire queste cose (di solito in caso di mici difficili o unici) bisogna sempre mantenere la calma e importantissimo è il rapporto e l'ubbidienza che si ha con i propri mici, abituarli soprattutto ai richiami sonori (voce, battito di mani e piedi) è la cosa più comoda durante l'inserimento e da usare al primo soffio e ripetersi a ogni atto ostile.
E' modo per controllare e far capire la vostra posizione ai propri mici (ma comprensibile alla maggioranza dei mici quindi anche al nuovo tranne casi particolari) e gestirla a distanza, lasciandoli comunque entrare a contatto con l'altro.
Bisogna però saperlo fare, non serve chissà che cosa, ma un minimo di polso e calma, le persone da vocine acute, urlettini e paura in tasca meglio che evitino, rischiano di rovinare l'inserimento.
Se invece si resta calmi e si trasmette loro un mix di autorevolezza e tranquillità anche casi difficili possono risolversi in poche ore o giorni.
Bisogna far capire che da un lato non ha senso agitarsi, non è cambiato nulla, c'è la solita vita di casa, i soliti rumori, orari o altro e dall'altro comunicare seccamente che chi dei propri crea problemi viene sgridato.
Magari vi terranno il muso qualche giorno, in questo caso non bisogna fare i mielosi cercando di conquistarli, ma andare avanti con la vita normale e magari compensare a coccole sonore e vocine dolci, che prima o poi faranno cedere anche gli offesi più acidi.
-Altra cosa essenziale è la pazienza, ci sono inserimenti che durano qualche ora e alcuni qualche mese, nel caso bisogna tenere duro anche quando tutto sembra inutile, i mici sanno sorprenderci e prima o poi anche gli acidi cedono.
Se l'inserimento fallisce nel 99% dei casi è perchè non si è stati capaci di gestirlo bene.
Per dirlo però devono passare un po' di mesi, ci sono tanti casi di mici che si sono soffiati per mesi e poi hanno fatto amicizia magari diventando inseparabili.
E' un'avventura, una volta fatta la scelta (che vale la metà della buona riuscita) è una sfida, non difficile come può sembrare, ma comunque un viaggio da affrontare con pazienza e perseveranza.
Io sconsiglio anche di riempire troppo di coccole o altro i propri mici durante l'inserimento, ho provato varie cose e alla fine quella che dà sempre più risultati e in meno tempo possibile è la tecnica del "nulla è cambiato, inutile che ti preoccupi", i gatti lo capiscono, al massimo devono vincere la paura o altro, ma poi accettano di buon grado.
Generalmente quando ho affidi del micile o catsitting tranne casi dove il contatto non è consigliabile, li lascio con i miei quando sono in casa, per l'inserimento anche di più mici (mi è capitato un massimo di 4 alla volta, ovviamente che si conoscevano tra loro) non ci ho mai messo più di due, massimo tre giorni, molto dipende da quanto tempo sono in casa, generalmente se ci sono almeno mezza giornata ci metto in media due giorni, ogni volta che esco però lascio gli altri mici in una stanzetta per loro.
Questo per far rilassare chi magari si è spaventato leggendo di soffi e urla, non è poi così difficile, basta un po' di volontà e serenità e l'inserimento può diventare tranquillo, figuriamoci nel caso di un micio alla volta e per sempre.
I miei mici non sono particolarmente bonaccioni, anzi alcune particolarmente acide, eppure si appiana tutto lo stesso (e dopo giocano persino con i nuovi), il trucchetto è l'averli resi ubbidienti (così gestisco la socializzazione usando i richiami sonori mentre faccio le mie cose), restare zen in qualsiasi caso e porsi coi propri in una situazione ci capo-branco benevolo.
Non serve trasformarli in cani o soldatini, basta far capire chi comanda e che se sono sereni c'è vantaggio per tutti, poi massima libertà.
La gerarchia non è estranea al gatto, le colonie ne sono la testimonianza, non è come coi cani, ma un minimo di autorevolezza ci vuole.
Questa cosa rende i mici molto più sereni, spesso attribuire acidità e comportamenti eccentrici all'essere gatto è sbagliato, un micio sano e sereno tende a essere socievole, ovviamente ex selvatici o traumatizzati e simili esclusi.
Questo vale anche per la socializzazione con gli altri esseri umani, invece di volersi il micio tutto per sè, senza forzature e coi tempi necessari, è sempre bene renderlo il più sereno e aperto possibile ai contatti con altri umani.
Per il resto per ogni scelta e inserimento ogni valutazione va personalizzata alla situazione specifica e parlarne nel forum, specialmente ancora prima della scelta, è un buon modo di iniziare e vivere un'esperienza bellissima e farla vivere nei migliori dei modi ai propri pelosi.
Un peloso socializzato e con compagni non umani è sicuramente un peloso più felice :)