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Visualizza Versione Completa : Carcinoma squamoso della lingua


raffamax
11-03-2008, 17:26
Purtroppo oggi al mio gatto Max - tramite esame istologico - hanno riscontrato un carcinoma squamoso della lingua...
:cry:
Non so davvero cosa fare.....
Avete notizie in merito??? Sintomi, cure, segnali della sofferenza, etc.
Ogni notizia che mi potrete dare sarà molto molto utile per me!!!
GOD BLESS YOU!!!

Kitten
11-03-2008, 17:35
Mi spiace per il tuo micio.
Non conosco casi del genere; mi viene in mente un micio (Quinty) che aveva un tumore in bocca e che ha mantenuto una vita dignitosa fino alla fine.

pyrsi
11-03-2008, 18:14
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Il carcinoma squamoso del gatto (CS) è la neoplasia
cutanea maligna più frequente in questa specie animale,
rappresentando circa il 15% dei tumori cutanei.15 Poiché la
radiazione solare è coinvolta nella sua patogenesi, l’incidenza
ha una distribuzione geografica variabile, tanto da
costituire circa il 50% dei tumori cutanei del gatto in
Australia e Nuova Zelanda9, percentuale decisamente più
elevata rispetto a quanto riscontrato in nord Europa e in
gran parte degli Stati Uniti. Anche per quanto riguarda l’Italia,
sebbene dati epidemiologici non siano riportati in letteratura,
le segnalazioni sono molto più frequenti al Sud e
nelle regioni costiere.7 Il rischio di sviluppare la neoplasia
per soggetti a mantello bianco o con aree bianche soprattutto
sul muso e sulla testa è 5-13 volte superiore rispetto a
soggetti a mantello scuro9; per lo stesso motivo il siamese
è poco rappresentato. L’età media di insorgenza è 12 anni
e probabilmente anche in questo caso l’esposizione cronica
ai raggi solari può rappresentare una spiegazione. Non
esiste una predisposizione di sesso, mentre è stato osservato
che in circa il 7-20% dei casi vi è positività per il virus
dell’immunodeficienza felina (FIV), anche questo più
facilmente associato a gatti che conducono vita all’aperto,
poiché più soggetti all’esposizione al contagio.
Si tratta di una neoplasia localmente aggressiva, caratterizzata
dall’insorgenza lenta e subdola, ma dalla progressiva
erosione della cute e dei tessuti sottostanti, fino alla formazione
di ampie e profonde erosioni che deformano il
muso del gatto e ne determinano la morte. La forma erosiva,
infatti, è quella prevalente nel gatto. La localizzazione
più frequente è a carico di padiglioni auricolari, palpebre,
piano nasale e labbro, ma qualsiasi area cutanea può esserne
colpita. In circa il 30% dei casi si osserva la presenza di
lesioni multiple già alla prima presentazione. La lesione
preneoplastica, sotto forma di aree eritematose o crostose15,
può essere presente per mesi o anni prima della sua
trasformazione maligna, che si manifesta dapprima come
erosioni superficiali, poi come vere e proprie ulcere. La
diffusione metastatica a linfonodi regionali e polmone è
poco frequente e si riscontra generalmente nelle fasi avanzate
della malattia.
Se la chirurgia radicale può essere curativa per lesioni
localizzate ai padiglioni auricolari, più difficile è intervenire
quando viene colpito il piano nasale, o quando sono presenti
lesioni multiple. In questi casi le alternative possibili
sono rappresentate dalla criochirurgia6, dalla terapia fotodinamica11,
o dal trattamento con retinoidi9 (isotretinoina e
derivati). Tutte queste modalità hanno fornito buoni risultati
su lesioni di piccole dimensioni (inferiori al cm) e molto
superficiali, corrispondenti agli stadi Tis e T1 della classificazione
WHO. Su stadi più avanzati o forme più estese
migliori risultati si ottengono solo con la chirurgia o la
radioterapia, sia con apparecchi a ortovoltaggio, sia con
quelli a megavoltaggio.4,6,12 Gli effetti collaterali di questa
terapia a breve e lungo termine non sono generalmente gravi
e di solito autolimitanti. In generale, quando fattibile, la
chirurgia rimane la terapia di scelta. A questo proposito va
detto che interventi quali la nosectomia offrono generalmente
risultati cosmetici migliori nel gatto rispetto al cane.
Si tratta di una chirurgia semplice e poco onerosa che, sebbene
possa apparire mal tollerata nei primi giorni post-chirurgia
a causa della crosta che si forma attorno alle narici,
porta a buoni risultati anche funzionali a lungo termine. Si
tratta però di un intervento chirurgico da riservarsi alle
lesioni limitate al piano nasale in cui si ritiene possibile
eseguire delle escissioni “a margini puliti”. Anche lesioni a
carico delle palpebre possono essere trattate mediante una
chirurgia aggressiva, ricorrendo all’esecuzione di plastiche
per la ricostruzione di ampie soluzioni di continuo risultanti
dall’asportazione completa della palpebra superiore o
inferiore. Il limite, in questi casi, è il coinvolgimento tumorale
di una sola delle due, in quanto l’asportazione completa
delle palpebre implica necessariamente l’enucleazione
del bulbo oculare. Un altro limite della chirurgia è rappresentato
dalle lesioni multiple, come spesso accade in
alcuni gatti che vivono all’aperto e presentano coinvolgimento
di palpebra e regione temporale. Una chirurgia
aggressiva in questi casi non è proponibile per l’impossibilità
di una adeguata ricostruzione, pertanto vanno prese in
considerazione altre opzioni terapeutiche.
La chemioterapia sistemica da sola non ha invece fornito
risultati significativi con nessuno dei farmaci utilizzati (bleomicina,
carboplatino, mitoxantrone). Sebbene la bleomicina
sia un farmaco piuttosto maneggevole e possa fornire effetti
incoraggianti a breve termine, l’efficacia è generalmente
limitata nel tempo e la recidiva locale si ripresenta in fase
molto precoce. 1
Il trattamento intralesionale con cisplatino o carboplatino13
sembra, per contro, fornire migliori possibilità di controllo
a lungo termine o di cura, soprattutto se associato a
radioterapia. In questo caso il farmaco, somministrato poco
prima del trattamento radiante, ne potenzia l’efficacia.2
L’inoculazione intralesionale, inoltre, consente l’impiego
del cisplatino, farmaco non utilizzabile nel gatto per via
sistemica a causa dell’estrema tossicità. Per diminuire la
dispersione nel torrente circolatorio e prolungare la permanenza
del farmaco a livello locale, i composti del platino
Il carcinoma squamoso del muso del gatto:
quale trattamento?
Marina Martano
Med Vet, PhD, Torino
53° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC 167
168 53° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC
sono somministrati in associazione a olio di sesamo sterile,
siero autologo dell’animale o gel proteici a base di collagene
bovino5,7, e vasocostrittori (epinefrina) ai quali queste
sostanze (il cisplatino in particolare) si legano. Studi clinici
e di farmacocinetica condotti a tal fine su questo e altri
tipi di neoplasia hanno effettivamente dimostrato la validità
di tale metodo di somministrazione.3,8,10,12,14 Sebbene
anche per questo trattamento occorra l’anestesia generale
del gatto a causa della stimolazione algica indotta dalla
manualità, il numero complessivo di cicli (4-8, una volta
alla settimana) è inferiore a quello necessario per la radioterapia
e più dilazionato nel tempo, cosa che permette al
soggetto una migliore ripresa ed è generalmente meglio
accettato dal proprietario. Gli effetti collaterali sono solitamente
limitati all’eritema locale e all’edema, che può rendere
necessaria l’applicazione di un collare Elisabetta per
evitare autotraumatismi. Nei casi più gravi si può arrivare
alla comparsa di aree necrotiche nel punto di inoculazione.
Come per la radioterapia, l’effetto è autolimitante e si risolve
con la fine del trattamento. Anche in questo caso i risultati
migliori sono stati ottenuti per le forme più lievi (stadi
T1-T2 del WHO). La positività per il FIV non rappresenta
un fattore prognostico negativo, ma aumenta l’incidenza e
la gravità degli effetti collaterali. Gli studi condotti su tale
metodica riportano la risposta completa nel 73,3% dei soggetti,
con un tempo libero da malattia mediano di 16
mesi13, mentre l’associazione con l’ortovoltaggio ha portato
alla remissione della lesione nel 100% dei 6 soggetti
trattati; lo studio in questione era comunque basato su un
follow-up non a lungo termine.2
In conclusione, il CS del muso del gatto rappresenta
un’entità complessa, per la quale la terapia va scelta in base
al singolo soggetto, alle sue condizioni generali e all’estensione
e alla localizzazione della/e lesione/i. Come spesso
accade in oncologia, il trattamento multimodale fornisce i
risultati migliori, così come lesioni in fase precoce hanno
una prognosi decisamente migliore, anche con trattamenti
poco invasivi. La comparsa di nuove lesioni in punti diversi
del muso non è da interpretare come disseminazione metastatica
del tumore (peraltro poco frequente) quanto piuttosto
come nuove masse primarie, per le quali il trattamento può
essere ripetuto. Trattandosi di una forma per la quale le
radiazioni solari giocano un ruolo importante, inoltre, la
prevenzione della patologia è possibile (almeno entro certi
limiti), sebbene non semplice in alcuni casi; sarebbe infatti
sufficiente evitare l’esposizione diretta ai raggi solari ho trovato questo non so dovresti cercare la parola in internet come ho fatto io magari trovi più cose, speriamo che riescano a curarlo, io avevo un gatto sai quelli con il muso schiacciato ma si era ammalato alla lingua e sbavava sempre poverino ma purtoppo forse in ritardo nella cura mi è volato sul ponte:disapprove:, dai magari risolvi in qualche buona cura.:micimiao11::micimiao11::micimiao11:

Starmaia
11-03-2008, 18:15
@ Pyrsi... c'è un link per questo romanzo? ;)

pyrsi
11-03-2008, 18:24
@ Pyrsi... c'è un link per questo romanzo? ;)lo so è lungo ma non riuscivo a postare la pagina, mannaggia a me:shy: volevo collaborare, scusate...:confused:

Starmaia
11-03-2008, 18:30
No, mi son spiegata male io... Va bene così ma ci vuole il link da cui l'hai preso, altrimenti i signori che l'hanno scritto potrebbero arrabbiarsi per "appropriazione indebita" :)

pyrsi
11-03-2008, 18:41
speriamo non succeda:confused:adesso poi lo devo cercare nuovamente, va be avrò le attenuanti:sleepy:

klem
12-03-2008, 09:19
sì, mi è capitato (credo che mi sia capitato tutto). Gran brutta cosa. Penso che purtroppo ci sia ben poco da fare.

valina
14-03-2008, 07:24
ho fatto qualche ricerca ma non ho trovato molto sul carcinoma della lingua...ho letto solo che di solito per i carcinomi squamosi ci si muove chirurgicamente + chemioterapia...
mi spiace molto, facci sapere se ci sono notizie...

monachicchio
14-03-2008, 08:15
Mi dispiace! :cry:Questi tumori vengono anche agli umani,e sono frequenti sul viso dove -come l'articolo linkato da Pyrsi dice-l'azione del sole è più ripetuta.
Danno metastasi prima ai linfonodi ,poi agli altri organi,se non curati.
Nell'uomo si curano soprattutto chirurgicamente perchè sono abbastanza lenti nel decorso e non capita quasi mai diano metastasi.Direi che sono curabili,se presi precocemente.Io non dispererei,raffamax!Vedrai che lo potrai curare bene il tuo gattino!!
:31:

violapensiero
14-03-2008, 10:29
Questo è il link dell'articolo:
http://www.ivis.org/proceedings/scivac/2006/martano1.pdf?LA=6