Eowyn
02-09-2006, 15:39
“ L’età in cui i gatti più mi affascinano è la vecchiaia. I micini sono esilaranti, inesauribili fonti di energia; non è facile intimidirli, tormentano i cani anche di grossa taglia e attaccano i piedi di esseri umani che rispetto a loro devono apparire come dei giganti. Creature prive della minima educazione non chiedono alcun rispetto e non rispettano nessuno. Il primo posto, la prima visita alla lettiera, il primo giocattolo sono tutti momenti di gioia e di grande soddisfazione per i loro proprietari.
Con un gatto gli anni sono colmi di prime esperienze. Ogni nuovo appartamento, ogni nuovo pezzo di arredamento, ogni nuovo ospite che arriva a casa, sono tutti momenti che i curiosi felini assaporano e magnificano. Ma i gatti anziani mi attirano di più; i gatti che hanno stabilito delle preferenze, che si ribellano quando la loro routine viene interrotta; i gatti che hanno una loro poltrona preferita e guardano fisso il giovane gatto che l’ha occupata finchè questo si alza e se ne va. I gatti che hanno trascorso tanto tempo con il loro proprietario da conoscere ogni sfumatura del suo carattere. I gatti che si sono guadagnati il rispetto del loro proprietario e che sono diventati per lui degli inseparabili amici e compagni. Sam era un gatto così.”
…
“ Ma quando la sollevai era così debole che potè solo starsene distesa sulla sedia, la sedia di Aubrey. Cercai di darle da mangiare, ma lei non riuscì a mandare giù nulla, e i suoi occhi mi pregarono di non insistere. Pulii il suo piccolo e delicato muso, il suo buffo naso, e la accarezzai mentre lei rimaneva sdraiata sul fianco. Si era arresa. E allora, mentre io la tenevo in braccio, morì, senza un suono né un movimento. Mi aveva amato abbastanza da aspettarmi, ma aveva deciso, quando io non potei farlo, che la vita non valeva quella sofferenza. Lei era pronta, ma io no, perché non avevo saputo impiegare quel tempo in cui lei era stata malata per prepararmi. Fu molto duro poiché io pensai che l’avevo condotta a questa crisi perché l’amavo tanto e avevo tanto bisogno di lei. Ma nel mio amore e nel mio bisogno avevo dimenticato di guardare lei, quella sottile, delicata creatura che dipendeva da me. Volevo aiutarla, farla vivere. Io non ero pronta, ma lei non avrebbe potuto aspettare più a lungo.”
Tratto da SAMATHA MOONEY, “UN FIOCCO DI NEVE NELLA MIA MANO”, 1996, GRUPPO EDITORIALE ARMENIA, PAN, GEO S.p.A.
L’ho comprato per caso, leggendone la recensione su uno di quei giornali stupidissimi che si trovano nelle sale d’attesa del medico o del dentista, uno sprazzo di luce in un periodo così buio per me, tanti anni fa…una delicata immagine di un gattino nero alla finestra sulla copertina…
Era l’epoca della prima crisi di Tina, quando credetti di perderla, era un inverno freddo, e c’era la neve…di solito acquisto pochissimi libri, solo se li ho già letti prima e mi hanno segnato davvero….questo l’ho comprato a occhi chiusi…e me li ha aperti.
Un libro delicatissimo, lieve, pieno di amore, dolore, tenerezza, speranze e frustrazioni, un libro che mi scalda il cuore ogni volta che lo leggo, cosa che faccio almeno una volta all’anno…un libro che leggevo sempre con Tina in grembo, pensando a quanto ero fortunata ad averla lì con me, nella mia vita…un libro che non penso riuscirò più a leggere per un bel po’ di tempo ancora…
Con un gatto gli anni sono colmi di prime esperienze. Ogni nuovo appartamento, ogni nuovo pezzo di arredamento, ogni nuovo ospite che arriva a casa, sono tutti momenti che i curiosi felini assaporano e magnificano. Ma i gatti anziani mi attirano di più; i gatti che hanno stabilito delle preferenze, che si ribellano quando la loro routine viene interrotta; i gatti che hanno una loro poltrona preferita e guardano fisso il giovane gatto che l’ha occupata finchè questo si alza e se ne va. I gatti che hanno trascorso tanto tempo con il loro proprietario da conoscere ogni sfumatura del suo carattere. I gatti che si sono guadagnati il rispetto del loro proprietario e che sono diventati per lui degli inseparabili amici e compagni. Sam era un gatto così.”
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“ Ma quando la sollevai era così debole che potè solo starsene distesa sulla sedia, la sedia di Aubrey. Cercai di darle da mangiare, ma lei non riuscì a mandare giù nulla, e i suoi occhi mi pregarono di non insistere. Pulii il suo piccolo e delicato muso, il suo buffo naso, e la accarezzai mentre lei rimaneva sdraiata sul fianco. Si era arresa. E allora, mentre io la tenevo in braccio, morì, senza un suono né un movimento. Mi aveva amato abbastanza da aspettarmi, ma aveva deciso, quando io non potei farlo, che la vita non valeva quella sofferenza. Lei era pronta, ma io no, perché non avevo saputo impiegare quel tempo in cui lei era stata malata per prepararmi. Fu molto duro poiché io pensai che l’avevo condotta a questa crisi perché l’amavo tanto e avevo tanto bisogno di lei. Ma nel mio amore e nel mio bisogno avevo dimenticato di guardare lei, quella sottile, delicata creatura che dipendeva da me. Volevo aiutarla, farla vivere. Io non ero pronta, ma lei non avrebbe potuto aspettare più a lungo.”
Tratto da SAMATHA MOONEY, “UN FIOCCO DI NEVE NELLA MIA MANO”, 1996, GRUPPO EDITORIALE ARMENIA, PAN, GEO S.p.A.
L’ho comprato per caso, leggendone la recensione su uno di quei giornali stupidissimi che si trovano nelle sale d’attesa del medico o del dentista, uno sprazzo di luce in un periodo così buio per me, tanti anni fa…una delicata immagine di un gattino nero alla finestra sulla copertina…
Era l’epoca della prima crisi di Tina, quando credetti di perderla, era un inverno freddo, e c’era la neve…di solito acquisto pochissimi libri, solo se li ho già letti prima e mi hanno segnato davvero….questo l’ho comprato a occhi chiusi…e me li ha aperti.
Un libro delicatissimo, lieve, pieno di amore, dolore, tenerezza, speranze e frustrazioni, un libro che mi scalda il cuore ogni volta che lo leggo, cosa che faccio almeno una volta all’anno…un libro che leggevo sempre con Tina in grembo, pensando a quanto ero fortunata ad averla lì con me, nella mia vita…un libro che non penso riuscirò più a leggere per un bel po’ di tempo ancora…