Sono iscritta a diversi gruppi Facebook di gatti e più persone millantano di avere educato i loro gatti a non fare determinate cose. C'è chi dice di aver insegnato al proprio gatto ad uscire (in giardino o terrazzo non in sicurezza) senza allontanarsi dal giardino, sgridando il gatto ogni volta che provava ad andare via. Ma secondo voi davvero si può insegnare una cosa del genere? Io sono sempre stata dell'idea che magari il gatto non scappa se tu stai a guardarlo (come fa Nebbia), ma appena volti le spalle se lui vuole andarsene se ne va. Se esiste davvero un trucco magico per insegnare ai gatti a non allontanarsi troppo me lo svelate?
Inoltre, ho letto anche di persone che a suon di botte e colpi di scopa hanno insegnato al gatto a non arrampicarsi in giro e a non rompere nulla. Anche secondo voi è una cosa possibile? A me sembra semplicemente terrorismo nei confronti del gatto, io provo ad educarli con il classico "NO!" E schiaffetto sul sederino, ma per alcune cose funziona ed altre no.
Ora, secondo me è impossibile insegnare al gatto a non saltare sulle cose perché i gatti vivono di questo, ma voi avete adoperato qualche tecnica per insegnare al vostro gatto a non salire solo su determinati mobili off limits?
Chiedo perché voglio educare i 2 micetti sin da subito a fare meno danni possibili in casa ma, nonostante non sappiano neanche saltare, ieri hanno già distrutto un vaso e ovviamente mia mamma è andata su tutte le furie.
Rispondo copiaincollando Roberto Marchesini proprio da Facebook, perché altrimenti da me partirebbero brutte parole.
Gli animali non sono soprammobili, non vivono di comfort ma di attività, non sono oggetti che si possiedono ma portatori di interessi che li riguardano. Per capire la soggettività occorre proprio partire da questo stato di autoappartenenza legata al sentire emozionale e al desiderare motivazionale. Se un animale non può fare le attività verso cui è predisposto non sarà certo una condizione di welfare a farlo star bene. Purtroppo pensiamo di risolvere questi problemi legati all’inattività attraverso una maggior dose di comfort o con atteggiamenti affettivi o peggio ancora con psicotropi. No, prima di tutto occorre capire che l’attività è ..... come per qualunque animale indispensabile come l’aria che respira!
Se non si capisce questo concetto è meglio non ospitare animali e prendere a bastonate ogni persona che non si arrampica o salta sui mobili
alepuffola
26-09-2019, 16:21
Appunto Leny, hai detto bene, millantano...
Più semplicemente, in realtà penso che il gatto non fa quelle determinate cose perchè non è interessato a farle, o perchè ne ha ricevuto un'esperienza negativa la prima volta e ha deciso - autonomamamente- che non gli conveniva riprovarci...
...e all'umano che lo accudisce piace pensare che sia merito suo,
dei suoi metodi educativi, del fatto che la prima volta l'ha sgridato e cose così...
Pensa che c'è anche chi è pronto a giurare che ha convinto il gatto a non far pipì o feci in giro per casa strofinandogli il muso sulle feci o sulla pipì appena fatte..
Giurano che "l'importante è farlo appena succede", e di riflesso l'altro troglodita da tastiera facebookkaro che gli fa da spalla a dire "sì è vero, ha funzionato anche col mio ", e amenità del genere.
Sono ovviamente sciocchezze inventate da ******, e ripetute per sentito dire.
Lasciando gli ****** al loro destino e tornando seri..
Ho un terrazzo grande e non in sicurezza, sono 3 metri fino alla strada, un gatto puà saltar giù quando vuole. Tant'è che ho avuto intrusioni di gatti randagi che entravano in casa e una volta beccati preferivano saltare dal terrazzo che ritornare indietro, e lo facevano con una semplicità e velocità disarmante.
Puffola però nonostante passeggiava sul cornicione del terrazzo non ha mai provato a saltar giù.
E' merito mio? Certo che no. Non ne era interessata, o aveva paura del salto perchè un pò sovrappeso, o per chissà quale altro arcano motivo.
La prima volta che ha messo piedi in casa s'è infilata nel salotto, salta su una credenza e si tira giù un centrino con un vaso prezioso di 30 anni prima. L'abbiamo sgridata e non l'ha più fatto.
Potrei millantare che " io l'ho sgridata e non l'ha più fatto, le sgridate funzionano! " Che sarebbe invece una sciocchezza scritta per riempirmi la bocca, perchè diversi anni dopo l'ha rifatto con un centrino su un comò nella stanza di mia madre, tirandosi giù una pendola di quarant'anni prima.
In sostanza credo non sia possibile impedire a un gatto certi comportamenti o precudergli aree precise, se non facendogli credere che ne avrà un danno, indipendente da noi.
Mi spiego:
Non voglio che salga sul lavabo? Lascio come "trappola" una pila di piatti in bilico, che cadranno non appena il gatto li sfiora. Probabilmente per non rivivere il frastuono dei piatti che vanno in frantumi non ci riproverà. E così via.
Questo consiglio lo lessi anni fa su qualche libro, non ricordo dove. L'essenziale è che il gatto attribuisca l'evento negativo conseguente non a noi, ma al caso. In modo da non poterlo gestire.
Ma anche funzionasse che faccio? riempio la casa di trappole?
Ne vuoi un'altra?
Ho un micio incidentato in stallo dall'Enpa da due settimane, in attesa di un'operazione per frattura del bacino.
Beh sto micio, del tutto random, decide a volte di fare i bisogni in lettiera, a volte di farli nella doccia, chissà con quale suo personale criterio.
Così come i quattro mici in giardino*. Hanno la lettiera, ma a volte decidono di farla fuori, in una vasca piena di terra
* per chi avesse seguito le mie vicende feline e se lo stesse chiedendo...Sì ora sono quattro.
Felix, Liù, Miago...e Arturo, un gattino fumè della stessa età che trovammo due mesi fa su una strada qui in paese e abbiamo adottato. :D
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