Discussione: La città dei gatti
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Vecchio 23-04-2018, 09:17   #9
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Aletto
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Predefinito Re: La città dei gatti

Malinka ha scritto infatti che: è forse ciò che più si avvicina al paradiso dei gatti.
E' un modo per definire quella che è per noi una situazione in equilibrio armonico

"La città dei gatti" sottotitolo: Antropologia animalista di Essaouira è anche il titolo del libro di Annamaria Rivera che violapensiero segnalò un po' di tempo fa e narra della coabitazione pacifica e rispettosa tra gli abitanti di una città del Marocco, Essaouira, ed i gatti. Copioincollo una recensione
......... l’autrice disegna un ritratto singolare di questa città del Sud-Ovest del Marocco, contraddistinta da una presenza di gatti così numerosa e accettata da segnare nettamente il paesaggio urbano. Il volume, corredato da un apparato fotografico inedito, ha per tema centrale il rapporto degli abitanti di Essaouira con i gatti, ma anche con i gabbiani e i cani: questi, all’opposto dei primi, di solito poco apprezzati nelle società a maggioranza musulmana. Rivera mostra come al carattere cosmopolita della città e alla sua pluralità culturale e religiosa corrispondano relazioni con i non-umani per lo più guidate da tolleranza, empatia, compassione. E ciò riguarda soprattutto gli strati subalterni della società, che si concedono così quel che l’autrice definisce “il lusso dei poveri”. Ciò nonostante, anche qui si pratica il sacrificio rituale di animali, tema cui l’antropologa dedica una parte della sua riflessione.

Al gatto, a differenza del cane, l'Islam attribuisce il ruolo di (copio dal testo della Rivera)

animale puro, incarnante uno degli spiriti benefici; è membro della famiglia degli umani.....uno dei più fedeli compagni del Profeta, Abu Hurayra che letteralmente significa "padre dei gattini": soprannome che allude al fatto che era solito accompagnarsi con dei gatti.
Quanto alla tradizione ebraica, che ha avuto un ruolo così importante nella storia di Mogador (Essaouira), qui lo statuto del gatto sembra essere meno positivo. Secondo la sintesi di una raccolta ragionata di fonti proposta dal rabbino-capo di Roma ..... il gatto è un animale selvatico, in alcuni casi pericoloso per l'uomo, che procura danni e ferite a piccoli animali, ma che viene allevato in casa dove è utile per uccidere topi e serpenti, e va rispettato per questo. Simbolicamente ha significati ambivalenti, sia positivi che negativi.


Ma penso che il film siccome segue la vita giornaliera di alcuni di loro, sia interessante per capire qualcosa in più dell'adattabilità (non adattamento, che ha un significato passivo) del piccolo felino con cui viviamo


"Quando mi trastullo con la mia gatta chissà se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei" Montaigne
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